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Cortocircuito. Come politica, social media e post-ironia ci hanno fottuto il cervello
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- Nombre de pages111
- FormatePub
- ISBN978-88-6705-962-1
- EAN9788867059621
- Date de parution18/07/2019
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille2 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurLedizioni
Résumé
Da Di Maio e Salvini, da Trump alla Brexit, lo stile di comunicazione politica dove chi grida di più ha ragione, dove chi è più sicuro trionfa e dove la battuta conta più dell'approfondimento è diventato quello comune. È lo schema politica - social media ed è in cortocircuito. In campo ci sono "Loro", i populisti che impongono i temi perlopiù marginali di cui parlare. Nel mezzo TV e giornali capaci di amplificare il rumore e generare ulteriore disordine informativo.
All'ultimo posto i cittadini, ovvero i "Noi", che reagiscono scandalizzati a ogni provocazione schierandosi e commentando provvedimento del Ministro del Lavoro come se fosse un outfit di Chiara Ferragni. Quando e come si è creato questo stile di comunicazione? Chi sono gli attori e perché è importante fermarlo? In questo pamphlet dal taglio narrativo, Gabriele Ferraresi racconta casi significativi degli ultimi mesi e insieme all'analisi di sociologi, linguisti e filosofi cerca di capire i meccanismi di questa strategia di amplificazione del segnale basata sull'indignazione dei "buoni", che si galvanizzano a colpi di condivisioni su Facebook, retweet e commenti su Instagram.
Un meccanismo consolatorio ma inutile: serve forse a contarsi, a sentirsi meno soli, ma andrebbe fatto con cautela. Perché è esattamente il carburante di cui hanno bisogno "Loro". Glielo stiamo regalando e sarebbe il caso di smettere.
All'ultimo posto i cittadini, ovvero i "Noi", che reagiscono scandalizzati a ogni provocazione schierandosi e commentando provvedimento del Ministro del Lavoro come se fosse un outfit di Chiara Ferragni. Quando e come si è creato questo stile di comunicazione? Chi sono gli attori e perché è importante fermarlo? In questo pamphlet dal taglio narrativo, Gabriele Ferraresi racconta casi significativi degli ultimi mesi e insieme all'analisi di sociologi, linguisti e filosofi cerca di capire i meccanismi di questa strategia di amplificazione del segnale basata sull'indignazione dei "buoni", che si galvanizzano a colpi di condivisioni su Facebook, retweet e commenti su Instagram.
Un meccanismo consolatorio ma inutile: serve forse a contarsi, a sentirsi meno soli, ma andrebbe fatto con cautela. Perché è esattamente il carburante di cui hanno bisogno "Loro". Glielo stiamo regalando e sarebbe il caso di smettere.






