Corpo, forma e res publica: la Human Scale nella polis del XXI secolo. I casi di New York e Copenhagen
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- Nombre de pages100
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1423-1
- EAN9788822914231
- Date de parution08/11/2023
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille13 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
Sovrappopolamento, cambiamenti climatici, povertà, giustizia, equità sociale e salute toccano trasversalmente l'habitat umano sia in termini di strategie
sia in termini di produzione dello spazio urbano. L'autrice individua nel
concetto di Human Scale la possibilità di offrire una risposta a queste sfide.
Introdotta nei primi anni duemila dall'architetto danese Jan Gehl, e ampiamente dibattuta nella letteratura scientifica, la Human Scale va considerata
nella sua dimensione umana, architettonica e politica.
Il primo aspetto è legato all'individuo, alla sua percezione dello spazio (misura, dimensione, movimento); il secondo è legato alla forma architettonica e, in particolare, alla sua porosità, continuità e accessibilità; il terzo interpreta la Human Scale come res publica, "cosa di tutti", in quanto spazio (pubblico) e politica (pubblica). In questa prospettiva, il volume individua due casi-studio emblematici: le città di New York e Copenhagen, internazionalmente riconosciute come laboratori importanti di nuove forme di urbanità del XXI secolo.
Lo studio delle parti di città prese in esame rende evidente come l'applicazione della Human Scale dia luogo a un'architettura della città porosa, accessibile, facilmente e felicemente praticabile, configurando nell'uso quotidiano un'architettura aggregante e resiliente che si pone quale forma infrastrutturale al servizio della collettività.
Il primo aspetto è legato all'individuo, alla sua percezione dello spazio (misura, dimensione, movimento); il secondo è legato alla forma architettonica e, in particolare, alla sua porosità, continuità e accessibilità; il terzo interpreta la Human Scale come res publica, "cosa di tutti", in quanto spazio (pubblico) e politica (pubblica). In questa prospettiva, il volume individua due casi-studio emblematici: le città di New York e Copenhagen, internazionalmente riconosciute come laboratori importanti di nuove forme di urbanità del XXI secolo.
Lo studio delle parti di città prese in esame rende evidente come l'applicazione della Human Scale dia luogo a un'architettura della città porosa, accessibile, facilmente e felicemente praticabile, configurando nell'uso quotidiano un'architettura aggregante e resiliente che si pone quale forma infrastrutturale al servizio della collettività.
Sovrappopolamento, cambiamenti climatici, povertà, giustizia, equità sociale e salute toccano trasversalmente l'habitat umano sia in termini di strategie
sia in termini di produzione dello spazio urbano. L'autrice individua nel
concetto di Human Scale la possibilità di offrire una risposta a queste sfide.
Introdotta nei primi anni duemila dall'architetto danese Jan Gehl, e ampiamente dibattuta nella letteratura scientifica, la Human Scale va considerata
nella sua dimensione umana, architettonica e politica.
Il primo aspetto è legato all'individuo, alla sua percezione dello spazio (misura, dimensione, movimento); il secondo è legato alla forma architettonica e, in particolare, alla sua porosità, continuità e accessibilità; il terzo interpreta la Human Scale come res publica, "cosa di tutti", in quanto spazio (pubblico) e politica (pubblica). In questa prospettiva, il volume individua due casi-studio emblematici: le città di New York e Copenhagen, internazionalmente riconosciute come laboratori importanti di nuove forme di urbanità del XXI secolo.
Lo studio delle parti di città prese in esame rende evidente come l'applicazione della Human Scale dia luogo a un'architettura della città porosa, accessibile, facilmente e felicemente praticabile, configurando nell'uso quotidiano un'architettura aggregante e resiliente che si pone quale forma infrastrutturale al servizio della collettività.
Il primo aspetto è legato all'individuo, alla sua percezione dello spazio (misura, dimensione, movimento); il secondo è legato alla forma architettonica e, in particolare, alla sua porosità, continuità e accessibilità; il terzo interpreta la Human Scale come res publica, "cosa di tutti", in quanto spazio (pubblico) e politica (pubblica). In questa prospettiva, il volume individua due casi-studio emblematici: le città di New York e Copenhagen, internazionalmente riconosciute come laboratori importanti di nuove forme di urbanità del XXI secolo.
Lo studio delle parti di città prese in esame rende evidente come l'applicazione della Human Scale dia luogo a un'architettura della città porosa, accessibile, facilmente e felicemente praticabile, configurando nell'uso quotidiano un'architettura aggregante e resiliente che si pone quale forma infrastrutturale al servizio della collettività.



