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  • FormatePub
  • ISBN978-88-97778-78-3
  • EAN9788897778783
  • Date de parution14/04/2023
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille676 Ko
  • Infos supplémentairesepub
  • ÉditeurIkonaliber

Résumé

« oh che allegro vivace mondo! oh / gli aironi! » Mario Corticelli è uno dei pochi autori italiani di ricerca che - con sguardo oggettivo/materialistico - riesce a nominare mondo e mente, paesaggio e cose, restando in felice equilibrio sul crinale fra ironia e affermazione frontale. Se un'esclamazione come quella qui in incipit (« oh che allegro vivace mondo! ») mette in campo una patente giocosità, l'a-capo introduce senza mezzi termini la natura, nella forma dei rischiosissimi (per altri autori, non per lui) 'aironi'. Sfilandosi via dal simbolo a cui non si lasciano inchiodare questi aironi attraversano le pagine scucendone e negandone di volta in volta dal risvolto tutte le tentazioni - appunto - alate.
L'autore mette in campo in tutto il libro un severo - ma non accigliato - smontaggio di persuasioni, creature, naturalia: « inizia a smontare tutto ». Il suo sguardo non manca di fissare in lunghe stringhe la fragilità delle nostre costruzioni del reale: « se li sposti dal loro angolino gli oggetti cadono, i giardinetti cadono, i piedini cadono, se li sposti dai loro piedini i corpi cadono ». Corticelli lavora entro i margini di un'inquietudine che fa saltare tanto il tessuto pacifico che le valenze semantiche stabilite dei nostri rilievi e tracciati sociali, storici, quotidiani.
Ricostruisce e cosí riconnota anche in forma allegorica (esemplarmente in la tenia degli aironi per esempio.) l'inganno del parassita che si trasmette di bestia in bestia, per esempio. Se è il mondo animale (naturale) a garantire all'immagine o parola allegorica (ma: bloccata o 'smontata' sempre un passo prima dell'araldica) di trovare una propria casa, il percorso non è lontano da una tradizione anche novecentesca, tuttavia piegata se non spezzata da un velo - va ripetuto - ironico, a volte supportato da precisi riferimenti, visibili o semi-visibili (Lucrezio; o Leopardi: « convoca i viventi, mettili in un giardino »).
Si tratterà quindi di un'ironia in qualche modo chiaroscurata, che nel suo declinarsi/inclinarsi - e perfino coscientemente sospendersi - sembra non aderire affatto ad alcuna persuasione circa i codici grazie ai quali il lettore dovrebbe sciogliere tanto le allegorie quanto le sequenze di immagini. Il nodo semantico, restando cosí parzialmente coeso, mantiene in tensione una noce opaca e intatta di senso che non è oscurità: semmai - come detto - inquietudine.
(Marco Giovenale)
Aria (comunione)
Mario Corticelli, Marco Giovenale
E-book
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