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Aldo Caforni

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L'uomo che misurava la coscienza
Esci di casa l'8 dicembre 1994 e non torni mai più. È quello che accade a Jacobo Grinberg, neuroscienziato messicano formato a Stanford, che da vent'anni cercava di misurare con elettrodi ciò che la scienza relega tra le impressioni: il punto in cui la coscienza tocca qualcosa che il cervello, da solo, non basta a spiegare. La sua teoria sintergica e gli esperimenti sul potenziale trasferito pretendevano di portare in laboratorio la connessione tra due menti separate e schermate.
Lo stesso uomo che pubblicava sulle riviste indicizzate passava le notti accanto alla guaritrice Pachita, sospeso tra rigore e mistero. Poi la sparizione, mai risolta. Un vuoto che cambia retroattivamente il senso di tutta la sua opera. Questo non è un'agiografia né una liquidazione sbrigativa. È un'indagine seria su un precursore scomodo della scienza della mente, oggi più attuale che mai. Una storia vera di scienza di confine, neuroscienze, fisica quantistica e fenomeni anomali, per chi non si accontenta di considerare la coscienza un semplice sottoprodotto della materia.
Lo stesso uomo che pubblicava sulle riviste indicizzate passava le notti accanto alla guaritrice Pachita, sospeso tra rigore e mistero. Poi la sparizione, mai risolta. Un vuoto che cambia retroattivamente il senso di tutta la sua opera. Questo non è un'agiografia né una liquidazione sbrigativa. È un'indagine seria su un precursore scomodo della scienza della mente, oggi più attuale che mai. Una storia vera di scienza di confine, neuroscienze, fisica quantistica e fenomeni anomali, per chi non si accontenta di considerare la coscienza un semplice sottoprodotto della materia.
Esci di casa l'8 dicembre 1994 e non torni mai più. È quello che accade a Jacobo Grinberg, neuroscienziato messicano formato a Stanford, che da vent'anni cercava di misurare con elettrodi ciò che la scienza relega tra le impressioni: il punto in cui la coscienza tocca qualcosa che il cervello, da solo, non basta a spiegare. La sua teoria sintergica e gli esperimenti sul potenziale trasferito pretendevano di portare in laboratorio la connessione tra due menti separate e schermate.
Lo stesso uomo che pubblicava sulle riviste indicizzate passava le notti accanto alla guaritrice Pachita, sospeso tra rigore e mistero. Poi la sparizione, mai risolta. Un vuoto che cambia retroattivamente il senso di tutta la sua opera. Questo non è un'agiografia né una liquidazione sbrigativa. È un'indagine seria su un precursore scomodo della scienza della mente, oggi più attuale che mai. Una storia vera di scienza di confine, neuroscienze, fisica quantistica e fenomeni anomali, per chi non si accontenta di considerare la coscienza un semplice sottoprodotto della materia.
Lo stesso uomo che pubblicava sulle riviste indicizzate passava le notti accanto alla guaritrice Pachita, sospeso tra rigore e mistero. Poi la sparizione, mai risolta. Un vuoto che cambia retroattivamente il senso di tutta la sua opera. Questo non è un'agiografia né una liquidazione sbrigativa. È un'indagine seria su un precursore scomodo della scienza della mente, oggi più attuale che mai. Una storia vera di scienza di confine, neuroscienze, fisica quantistica e fenomeni anomali, per chi non si accontenta di considerare la coscienza un semplice sottoprodotto della materia.

