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Elisa Attanasio

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Forme dello spaesamento nella letteratura italiana (1965-1978)
Tra l'intervento militare degli Stati Uniti in Vietnam e il sequestro di Aldo Moro, la letteratura italiana si confronta con un'epoca in cui vacillano le certezze che hanno sorretto l'immaginario moderno occidentale, a partire dalle idee di soggetto, ordine patriarcale e linguaggio.
Da questa frattura storica e percettiva, il libro propone lo "spaesamento" non come semplice tema, ma come lente teorica e critica, per mostrare come la letteratura attraversi le faglie della crisi, innescando una trasformazione nei modi di sentire, nominare e abitare il reale.
Ciascuno dei quattro capitoli - dedicati a percezione, genealogia, linguaggio e spazio - è costruito intorno a una coppia di figure letterarie, accostate per risonanza più che per analogia o contrasto. Le opere di Ortese, Morante, Sapienza, Ceresa, Calvino, Celati e Morselli danno vita a personaggi che incrinano le forme dell'identità e della rappresentazione, attivando zone di disallineamento e possibilità impreviste. L'analisi dialoga con il pensiero filosofico - Deleuze e Guattari, Merleau-Ponty, Arendt, Barthes, Cavarero - e antropologico - Kohn, Viveiros de Castro -, componendo una costellazione teorica che riconosce alla letteratura la capacità generativa e perturbante di rimettere in gioco il soggetto, le relazioni e il vivente.
Ciascuno dei quattro capitoli - dedicati a percezione, genealogia, linguaggio e spazio - è costruito intorno a una coppia di figure letterarie, accostate per risonanza più che per analogia o contrasto. Le opere di Ortese, Morante, Sapienza, Ceresa, Calvino, Celati e Morselli danno vita a personaggi che incrinano le forme dell'identità e della rappresentazione, attivando zone di disallineamento e possibilità impreviste. L'analisi dialoga con il pensiero filosofico - Deleuze e Guattari, Merleau-Ponty, Arendt, Barthes, Cavarero - e antropologico - Kohn, Viveiros de Castro -, componendo una costellazione teorica che riconosce alla letteratura la capacità generativa e perturbante di rimettere in gioco il soggetto, le relazioni e il vivente.
Tra l'intervento militare degli Stati Uniti in Vietnam e il sequestro di Aldo Moro, la letteratura italiana si confronta con un'epoca in cui vacillano le certezze che hanno sorretto l'immaginario moderno occidentale, a partire dalle idee di soggetto, ordine patriarcale e linguaggio.
Da questa frattura storica e percettiva, il libro propone lo "spaesamento" non come semplice tema, ma come lente teorica e critica, per mostrare come la letteratura attraversi le faglie della crisi, innescando una trasformazione nei modi di sentire, nominare e abitare il reale.
Ciascuno dei quattro capitoli - dedicati a percezione, genealogia, linguaggio e spazio - è costruito intorno a una coppia di figure letterarie, accostate per risonanza più che per analogia o contrasto. Le opere di Ortese, Morante, Sapienza, Ceresa, Calvino, Celati e Morselli danno vita a personaggi che incrinano le forme dell'identità e della rappresentazione, attivando zone di disallineamento e possibilità impreviste. L'analisi dialoga con il pensiero filosofico - Deleuze e Guattari, Merleau-Ponty, Arendt, Barthes, Cavarero - e antropologico - Kohn, Viveiros de Castro -, componendo una costellazione teorica che riconosce alla letteratura la capacità generativa e perturbante di rimettere in gioco il soggetto, le relazioni e il vivente.
Ciascuno dei quattro capitoli - dedicati a percezione, genealogia, linguaggio e spazio - è costruito intorno a una coppia di figure letterarie, accostate per risonanza più che per analogia o contrasto. Le opere di Ortese, Morante, Sapienza, Ceresa, Calvino, Celati e Morselli danno vita a personaggi che incrinano le forme dell'identità e della rappresentazione, attivando zone di disallineamento e possibilità impreviste. L'analisi dialoga con il pensiero filosofico - Deleuze e Guattari, Merleau-Ponty, Arendt, Barthes, Cavarero - e antropologico - Kohn, Viveiros de Castro -, componendo una costellazione teorica che riconosce alla letteratura la capacità generativa e perturbante di rimettere in gioco il soggetto, le relazioni e il vivente.
