In un'epoca in cui la ragione illuminista iniziava a gettare la sua luce sulle tenebre del pregiudizio, Pietro Verri compose quella che è stata definita una "requisitoria appassionata", un libro che scava nelle viscere di uno dei processi più crudeli della storia del diritto: il processo agli "untori" del 1630.
Con la precisione del filosofo e l'indignazione dell'uomo morale, Verri analizza il meccanismo perverso che portò all'arresto, alla tortura e al supplizio di innocenti, primo fra tutti il barbiere Gian Giacomo Mora.
Attraverso la ricostruzione degli atti processuali, l'autore smaschera l'atroce paradosso della tortura: uno strumento che, lungi dal ricercare la verità, la distorce e la uccide, trasformando il dolore in menzogna e il giudice in carnefice.
Questa edizione presenta le Osservazioni sulla tortura non solo come un fondamentale documento storico e giuridico, ma come un appello universale contro l'abuso del potere e la superstizione giudiziaria.
Un'opera che dialoga idealmente con Dei delitti e delle pene dell'amico Cesare Beccaria e che ispirerà la Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni.
La battaglia di Verri per una giustizia più umana resta, ancora oggi, di sconvolgente attualità.
In un'epoca in cui la ragione illuminista iniziava a gettare la sua luce sulle tenebre del pregiudizio, Pietro Verri compose quella che è stata definita una "requisitoria appassionata", un libro che scava nelle viscere di uno dei processi più crudeli della storia del diritto: il processo agli "untori" del 1630.
Con la precisione del filosofo e l'indignazione dell'uomo morale, Verri analizza il meccanismo perverso che portò all'arresto, alla tortura e al supplizio di innocenti, primo fra tutti il barbiere Gian Giacomo Mora.
Attraverso la ricostruzione degli atti processuali, l'autore smaschera l'atroce paradosso della tortura: uno strumento che, lungi dal ricercare la verità, la distorce e la uccide, trasformando il dolore in menzogna e il giudice in carnefice.
Questa edizione presenta le Osservazioni sulla tortura non solo come un fondamentale documento storico e giuridico, ma come un appello universale contro l'abuso del potere e la superstizione giudiziaria.
Un'opera che dialoga idealmente con Dei delitti e delle pene dell'amico Cesare Beccaria e che ispirerà la Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni.
La battaglia di Verri per una giustizia più umana resta, ancora oggi, di sconvolgente attualità.