Cosa abbiamo in mente quando parliamo di "modernità", soprattutto ora che da molte parti si denuncia il fallimento del progetto di dominio razionale e tecnico della Terra? Per Bruno Latour, la modernità nomina un progetto contraddittorio, ufficialmente mirato alla separazione del reale in due campi ben distinti, natura e società, oggetto e soggetto, e alla "purificazione" delle loro mescolanze. Un progetto che tuttavia viene continuamente smentito, di fatto, dalla produzione di ibridi, come lo sono gli oggetti tecnici.
Di qui la tesi paradossale: "Non siamo mai stati moderni". Ma la doppiezza dei moderni, che ha funzionato per alcuni secoli, sembra ora impraticabile, se non impossibile, alla luce della crisi ecologica. La modernità è però anche il nome di una vicenda storica, culturale, politica, che non si lascia descrivere in modo univoco. Certo è che la situazione attuale richiede tanto l'abbandono delle assunzioni metafisiche a cui i moderni hanno creduto, quanto una nuova assunzione di consapevolezza.
Cosa abbiamo in mente quando parliamo di "modernità", soprattutto ora che da molte parti si denuncia il fallimento del progetto di dominio razionale e tecnico della Terra? Per Bruno Latour, la modernità nomina un progetto contraddittorio, ufficialmente mirato alla separazione del reale in due campi ben distinti, natura e società, oggetto e soggetto, e alla "purificazione" delle loro mescolanze. Un progetto che tuttavia viene continuamente smentito, di fatto, dalla produzione di ibridi, come lo sono gli oggetti tecnici.
Di qui la tesi paradossale: "Non siamo mai stati moderni". Ma la doppiezza dei moderni, che ha funzionato per alcuni secoli, sembra ora impraticabile, se non impossibile, alla luce della crisi ecologica. La modernità è però anche il nome di una vicenda storica, culturale, politica, che non si lascia descrivere in modo univoco. Certo è che la situazione attuale richiede tanto l'abbandono delle assunzioni metafisiche a cui i moderni hanno creduto, quanto una nuova assunzione di consapevolezza.