L'umano ferisce due volte il corpo della natura - come animale cosciente e come spirito immortale - e, così facendo, riassorbe l'intero esistente all'interno dei suoi confini, elimina l'ambiente. La memoria della natura ci ricorda che non siamo il corpo medio delle dottrine universalizzanti, bensì corpi viventi, i corpi degli animali che dunque siamo.
L'umano ferisce due volte il corpo della natura - come animale cosciente e come spirito immortale - e, così facendo, riassorbe l'intero esistente all'interno dei suoi confini, elimina l'ambiente. La memoria della natura ci ricorda che non siamo il corpo medio delle dottrine universalizzanti, bensì corpi viventi, i corpi degli animali che dunque siamo.